
Arriva la Primavera
Un giorno
in un bosco incantato arrivò Erbaiolo, il folletto che annuncia la
Primavera. Arrivò danzando sulle note di una musica, quella che, di solito, fa
risvegliare la natura, perché a sentire quel suono le piccole foglioline
nascoste sotto la corteccia dei rami degli alberi, si svegliano e vengono fuori
facendo "cric! cric!" Ma questa volta la musica non ebbe nessun
risultato, perciò Erbaiolo
decise di passare a metodi meno delicati:
"Sveglia!" urlò "la Primavera sta arrivando, sarà qui tra pochi
giorni!! Presto! Vi dovete preparare".
Dei fiori
iniziarono a sbocciare
mentre un albero senza
foglie
si disperava perché la Primavera
vuole vita, niente più alberi spogli o pieni di neve.Un albero un po'
vecchiotto cominciò a vantarsi
pensando di essere ancora giovane.
Gli
animali si svegliarono dal lungo sonno invernale, i bruchi fecero il bozzolo per
diventare poi delle meravigliose farfalle
per far trovare tutto pronto alla Primavera.
Da sotto
l'erbetta fecero capolino alcune violette
che dicevano tutte contente: "siamo noi che, per prime, abbiamo dato il benvenuto alla
Primavera, come ogni anno!"
Intanto anche sugli alberi cominciarono a vedersi i primi segni primaverili

L'aria si
riscaldava e arrivavano gli uccellini che svolazzavano felici nel tiepido
cielo di marzo

Arrivarono
anche le rondini dai paesi
lontani
Tutto sembrava pronto ad accogliere l'arrivo della stagione più bella, quando ad un tratto . . .
. . .
nuvoloni neri arrivarono nel cielo, il sole si nascose e i suoi raggi non
mandarono più tepore nell'aria: faceva freddo ! Ma tanto, proprio tanto freddo!
I fiorellini si strinsero gli uni accanto agli altri, gli uccellini cercarono
riparo nei loro nidi
e tutto intorno si respirava un'aria di tristezza.
Arrivarono
le prime gocce d'acqua e pian piano la pioggia diventò scrosciante,
batteva forte dappertutto; assieme alla pioggia arrivò anche il vento!
Un vento così forte non lo si sentiva da tanto! Le piccole foglioline sugli
alberi cercavano di tenersi strette ai rami, ma molte furono portate via,
accadde così anche per molti fiori, sembrava la fine della Primavera.
Ad un
tratto l'Inverno
arrivò col suo mantello di
neve lungo fino ai piedi e, arrabbiato, chiamò: "Marzo!"
Marzo arrivò di corsa chiedendo:
"Papà, mi hai chiamato?"
L'inverno
rispose con tono seccato:"Ti ho chiamato per rimproverarti! Possibile che
tu sia tanto egoista e indisciplinato? Ti avevo detto che sono molto stanco e
che devo andare a riposare per lasciar posto a mamma Primavera! Ma tu sei
cocciuto più di un mulo! Ti piace fare scherzi a tutti! TI ORDINO di riportare
tutto alla normalità, altrimenti sarò costretto a prendere seri provvedimenti
con te!"
"E
cosa potresti fare papà?" disse Marzo
con aria scanzonata.
"Ti toglierei i dieci giorni che vanno dal 21 e li regalerei a tua sorella Aprile che è molto più dolce di te!"
Marzo ebbe
paura, conosceva suo padre e sapeva che se si fosse arrabbiato veramente, lui
sarebbe diventato il mese più corto dell'anno, così scacciò via le nuvole
nere, richiamò il sole
e, in pochi momenti la situazione fu riportata alla normalità.
(ideata da Rosa Maria e Chiara)